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Monthly Archives: dicembre 2008

befana3Ma dove sono finite le carampane? Ma sì..dai da brave provincialotte che si rispettano…si sono rintanate per le Festività in famiglia, non è vero? Madre, padre, fratello e controllo del conto in banca….e un’occhiatina ai compiti degli alunni(che hanno uan vita vera)…E già..da un po’ non sento il loro olezzo sul mio blog, ma come mai…? Hanno colto i messaggi subliminali….?! Chissà Oppure sono andate alle terme a curare l’artrosi? Oppure in gita aziandale? No, forse hanno convinto un marito/fidanzato virtuale a passare le vacanze “vicinivicini”, illudendosi di festeggiare con scambio di doni di circostanza, illudendosi 1befana2ancor di più di dare agli altri un’immagine di “normalità”…ma servirà? Uomini disperati al cellulare, ecco qual è la realtà di fine 1008, uomini in cerca di conforto e Carampane che si danno da fare, magari tenendo una seconda scelta in caldo, non è vero? bef_93La palla di vetro dice che sono giorni d’illusioni questi, momenti in cui tutto è un po’ finto. Le Carampane come un sacco d’altra gente scambieranno doni con gente che detestano e da cui sono detestate. Riceveranno profumi,a_mahoutukaiyo oggetti poco personali, e cercheranno di svolazzare sulla loro scopa da un capo all’altro dell’Italia sperando di essere ospiti gradite, eppure tutti le detestano sorridendo…e non ne possono più di ste Carampane stagionate. Anche nella mia città, che è piccola, uan cittadina di provincia, alcuni durante certe cene sorrievano ad una nota Carampana, ma quando si voltava la chiamvano “la mamma” alludendo alla sua eta! Buona viaggio e non disturbatevi a passare da casa mia!!

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annunzio2Un uomo grande, un uomo intenso, forte, colto,99_duseamerica2_a_resize determinato, prestante, sfuggente,  seducente, intrigante, elegante, impevedibile, sfrontato,  vivace, spudorato, capzioso, agile, capriccioso, estremo, abile, intelligente, primula rossa,   imperscrutabile, goloso, della vita,  indomabile, piendo di debiti,  fascinoso, affascinante, seduttivo, indomito, coraggioso, esteta, competitivo, pregno di gusto, assetato di donne, figlio del suo tempo che tuttavia gli stava stretto, incapace di fermarsi un momento, che volava e viaggiava oltre il tempo, oltre i confini, oltre gli spazi di menti ottuse! Perse un occhio e non lo rimpianse mai, poichè forse fu tra i pochi ad amare davvero la patria….in quel primo novecento…lui che visse davvero “Gli anni ruggenti”….cavalcando l’onda dell’entusiasmo e solo lui vedeva e sentiva la vera direzione dell’Italia…E lei la donna che amò, forse più delle altre, la divinaDuse, bella, intensa, e 38passioanale…. D’annunzio fu tutto e niente, in un momento storico che non apprezzò abbastanza il “Vate”, e che il regime infine obbligò ad una sorta di arresti domiciliari controllati, in una sorta di esilio dorato…controllato e “curato a176a3180bf414bbe8b7751fb0dc5c9c11 una perfida infermiera tedesca..che probabilmente lo fece addormentare quel giorno e “definitivamente” su quella maledetta scrivania..da cui mai più sollevò il capo! Tremano i polsi pensando aome finì e alla giustizia che nessuno mai gli rese….! T’amiamo Vate e mai ti dimenticheremo.

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pallone_animatoE’ italiano il pallone di platino!

 

c_3_media_604120_immagine_lSono stati solo due gli italiani presenti nella lista dei 30 giocatori candidati alla vittoria del Pallone d’Oro 2008, ovvero gli azzurri Gianluigi Buffon e Luca Toni. Gli altri giocatori che militano nel campionato italiano presenti nell’elenco sono lo svedese Zlatan Ibrahimovic e il brasiliano del Milan Kakà, che vinse l’anno scorso.

Alla fine ha vinto Cristiano Ronaldo, di cui si parla non solamente per le sue doti sul campo, ma anche per la sua vita ricca di sregolatezze, di festini con prostitute di alto livello o di scorribande con i suoi compagni di squadra. Per non parlare delle sue celebri fidanzate, di cui l’ultima è Fernanda una nota escort.

senzatitolo2uz1Dunque puntuale come il Natale, gli italiani entrano in fibrillazione per i risultati del pallone d’oro, un’invenzione francese a cui solo noi diamo tanta importanza. Non se ne trova traccia in Europa, nel calcio che conta. A dirla tutta, neanche in Francia danno molto peso a questo premio, anche se nessuno lo dice, infatti, tra le pubblicazioni che non siano quelle di France Football, l’organizzatore, o dell’Équipe che tra l’altro appartiene allo stesso gruppo editoriale, il Pallone d’oro viene liquidato con poco.

Alessandro Del Piero, una delle prime stelle del calcio mondiale, indiscusso fuoriclasse e per acclamazione di popolo, “pallone di platino” invece, scompare dalla lista dei 50 candidati e qui forse possiamo dire che qualcuno c’è andato forte con lo champagne e anche di qualità scadente. Non solo Alex non è neanche tra quelli candidati, ma grattando troviamo il buon vecchio e stagionato Luca Toni.

Non c’è Alex, proprio in uno dei momenti più fulgidi della sua carriera, lui, l’uomo che ha fatto alzare in piedi il Bernabeu in tripudio, e non è bastata la sua forma, il suo esempio. Ignorare un calciatore planetario come “Pinturicchio” è come studiare letteratura e saltare a piè pari Dante Alighieri!

Alex in carriera ha trionfato in ogni competizione, ma alla classe di Del Piero il pallone d’oro nulla toglie e nulla aggiunge. Noi italiani non abbiamo bisogno di un riconoscimento francese, anche perché il nostro calcio è centenario, mentre quello dei “blè” fino all’esplosione di Platini f_nat_10era solo uno sport di provincia. Tuttavia che Alex meriti la sfera dorata lo dicono i tanti campioni che lo hanno affrontato, come Raul, Toldo, e anche i compagni e gli allenatori che lo hanno incontrato. E’ innegabile in ultima analisi che l’albo d’oro sia legato alla storia della Juve e a doppio filo con il Pallone d’Oro, poiché la società bianconera ne ha avuti 9, quindi più di tutte le altre. Dopo Sivori ci fu Rossi, poi i tre di Platini, poi Baggio, Zidane, Nedved e Cannavaro. Manca oggi solo il numero 10, e Pinturicchio lo porta stampigliato sulla maglia bianconera da metà degli anni 90’!

Dopo aver vinto i mondiali, possiamo dire d’aver superato ancora una volta i francesi, poiché il pallone di platino è italiano!

Simona Aiuti

 

Gianfranco Zigoni, una leggendanice

 

zigoni202Gianfranco Zigoni ai suoi tempi aveva la reputazione della testa un po’ calda e pure di grande “sciupafemmine”, un calciatore che si presentava in panchina con una splendida pelliccia voluminosa, a petto nudo e la colt nella fontina, e la usava pure, ma durante i ritiri, divertendosi a sparare ai lampioni e li faceva secchi tutti!

Il grande Zigo è stato un vero fuoriclasse!

Pare di vederlo ancora, “Zigo”, che si toglie pelliccia e cappello, saluta il suo pubblico, una tifoseria che lo ha sempre amato sia a Torino, che a Roma, Genova e forse soprattutto a Verona, e lui se era in giornata buona, portava a casa la partita con un paio di prodezze, sempre arbitro permettendo, perché lui le giacchette nere le ha sempre odiate fin da ragazzino!

A prescindere dagli ingaggi e dalle squadre in cui ha militato, èalberoro innegabile che ha risolto spesso molte partite con il cuore, con il talento e con la grinta e con la zampata del vecchio leone. E non importa se aveva trascorso la notte intera con donne bellissime, a bere wisky o a cenare con i suoi amici d’infanzia, ma lui c’era sempre per la squadra e per il suo innamoratissimo pubblico che ancora lo ama come e forse più di prima.

Una volta prese sei giornate di squalifica e ben trenta milioni di multa perché disse ad un guardalinee d’infilarsi la bandierina proprio là, e a quei tempi era una bella cifra!

Dopo tutto però Zigoni è sempre stato un gentiluomo, rispettava l’avversario fuori dal campo, non portava rancore e se era il caso lo invitava a bere un whisky.

Girava sempre in pelliccia, mangiava coniglio e polenta prima di un allenamento, beveva super alcolici, le donne erano tutte sue per via d’un carisma incredibile e in fondo ha sempre avuto un cuore grande e lo ha dimostrato ampiamente.

Era un leader Zigo, con i calzettoni perennemente abbassati, faceva venire i capelli bianchi agli allenatori, ma li ripagava sul campo dando il cuore e anche un pezzo della sua ruvida anima.

boule4Era anticonformista, aveva un’altissima opinione di sé stesso e un ego abnorme, ma era il suo bello, usciva sempre dagli schemi, non si faceva ingabbiare, convinto che il suo enorme talento sarebbe comunque emerso anche contro tutti gli arbitri del mondo. Credeva d’essere più grande di Pelè e io penso che per quelli che lo hanno sempre amato, lo sia stato davvero quel vecchio campione di Zigoni, un uomo che ha giocato al fianco del grande Sivori e che ha macinato chilometri guadagnandosi la sua leggenda!

Il periodo più bello forse quello con il Verona, dove è ancora considerato un grande.natale028

Simona Aiuti