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Gianfranco Zigoni, una leggendanice

 

zigoni202Gianfranco Zigoni ai suoi tempi aveva la reputazione della testa un po’ calda e pure di grande “sciupafemmine”, un calciatore che si presentava in panchina con una splendida pelliccia voluminosa, a petto nudo e la colt nella fontina, e la usava pure, ma durante i ritiri, divertendosi a sparare ai lampioni e li faceva secchi tutti!

Il grande Zigo è stato un vero fuoriclasse!

Pare di vederlo ancora, “Zigo”, che si toglie pelliccia e cappello, saluta il suo pubblico, una tifoseria che lo ha sempre amato sia a Torino, che a Roma, Genova e forse soprattutto a Verona, e lui se era in giornata buona, portava a casa la partita con un paio di prodezze, sempre arbitro permettendo, perché lui le giacchette nere le ha sempre odiate fin da ragazzino!

A prescindere dagli ingaggi e dalle squadre in cui ha militato, èalberoro innegabile che ha risolto spesso molte partite con il cuore, con il talento e con la grinta e con la zampata del vecchio leone. E non importa se aveva trascorso la notte intera con donne bellissime, a bere wisky o a cenare con i suoi amici d’infanzia, ma lui c’era sempre per la squadra e per il suo innamoratissimo pubblico che ancora lo ama come e forse più di prima.

Una volta prese sei giornate di squalifica e ben trenta milioni di multa perché disse ad un guardalinee d’infilarsi la bandierina proprio là, e a quei tempi era una bella cifra!

Dopo tutto però Zigoni è sempre stato un gentiluomo, rispettava l’avversario fuori dal campo, non portava rancore e se era il caso lo invitava a bere un whisky.

Girava sempre in pelliccia, mangiava coniglio e polenta prima di un allenamento, beveva super alcolici, le donne erano tutte sue per via d’un carisma incredibile e in fondo ha sempre avuto un cuore grande e lo ha dimostrato ampiamente.

Era un leader Zigo, con i calzettoni perennemente abbassati, faceva venire i capelli bianchi agli allenatori, ma li ripagava sul campo dando il cuore e anche un pezzo della sua ruvida anima.

boule4Era anticonformista, aveva un’altissima opinione di sé stesso e un ego abnorme, ma era il suo bello, usciva sempre dagli schemi, non si faceva ingabbiare, convinto che il suo enorme talento sarebbe comunque emerso anche contro tutti gli arbitri del mondo. Credeva d’essere più grande di Pelè e io penso che per quelli che lo hanno sempre amato, lo sia stato davvero quel vecchio campione di Zigoni, un uomo che ha giocato al fianco del grande Sivori e che ha macinato chilometri guadagnandosi la sua leggenda!

Il periodo più bello forse quello con il Verona, dove è ancora considerato un grande.natale028

Simona Aiuti

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One Comment

  1. fantastik


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