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Monthly Archives: gennaio 2009

Avremmo bisogno di una Rachida Dati in Italia?

 

6a00e54f05e1bb883400e5510c8a418834-800wiÈ il jolly fascinoso e molti dicono anche la pupilla di Nicolas Sarkozy, ma per altri è solo un’arrivista con il debole per l’alta moda e per i gioielli di lusso.

Da quando Sarko l’ha voluta al governo, al dicastero della glitterimagesstars7giustizia, la “ministra Dior” fa discutere e non le si perdona nulla, anche d’esser tornata al lavoro a cinque giorni dal parto, d’essere prepotente, e di fare sempre come le pare. Non si placano le polemiche su la Dati, accusata di tutto: di inadeguatezza materna, di presenzialismo eccessivo, di attaccamento al potere, e infine anche di nuocere alle donne, per via del suo precoce ritorno al lavoro, che metterebbe in discussione il congedo di maternità!

Troppo zelo, ma ad un uomo avrebbero detto le stesse cose? I ruoli di grande potere, come quello di ministro o di manager sono ruoli privilegiati, ma insieme anche caratterizzati da un servizio ad orario continuo: richiedono la disponibilità piena del proprio tempo. Nessuno ha mai rimproverato a un ministro cccmaschio di svalutare il diritto dei lavoratori al meritato riposo se lavora la domenica e nessuno si domanda quanto tempo passi con i propri figli.

La partecipazione della Dati al consiglio dei ministri scandalizza, perché viene letta come una sottrazione al destino delle donne, che si presume segnato dalla maternità e se poi si vede un gioiello di Cartier alla sua mano, “apriti cielo”!

Forse la vera colpa di Rachida Dati è di essere bella, elegante, di umilissime origini magrebine, d’aver fatto una vera gavetta, e infine d’aver partorito una figlia senza dichiararne il padre: avercene così! Accade così che nella critica alla Dati da un lato c’è il tradizionalismo ottuso di chi a fatica sopporta di vedere una donna nei luoghi di potere, e quindi è turbato dal fatto che questa donna, invece diaz28fvoca5tkjilca8nmv60ca93mezoca1ob3crca141at2cahw6jghcaigd856cako38h9cavoewancaek6vjrca91rxjvca3mzg7kcafdalbfca614krzcal1uadfcashuxbscavljh4ycadhtcjh nascondere la sua fisicità femminile, la esibisca: riassumendo il suo ruolo pubblico subito dopo il parto, e addirittura con i tacchi alti! Quante donne hanno sempre cresciuto figli da sole dopo tutto?

Rachida Dati ha detto: “io sono qui, e non mi metterete da parte perché sono una debole donna”! Dall’altro lato c’è il bigottismo femminista, che in nome di un pensiero superato non perdona a una donna di sottrarsi a quell’aspetto sciatto con grisaglia e abiti sformati di una certa politica di sinistra. In realtà non le si perdona di essere una donna forte, indipendente, che spende migliaia di euro in gioielli e che può dire di avercela fatta da sola.

La Dati ha detto anche: “le tutele sono una difesa e un’opportunità, non un vincolo”.

Non avremmo forse bisogno di donne così in Italia? Scriveteci la vostra opinione.

Simona Aiuti

 

bloggif_497d9c3a9bd08In una fredda e piovosa,  ma non troppo, domenica pomeriggio,animation8 il 25 gennaio 2009 per l’appunto, si è svolta la premiazione del premio nazionale di poesia “Giordana Tofani”, nella biblioteca comunale di Alatri, con la partecipazione di molte autorità e cosa tra l’altro bellissima, di tanta bella gente. Bella la cornice, e niente male una buona parte delle poesie pubblicate nell’antologia, in cui si distingue quella di Maurizio Bacconi, un poeta davvero contemporaneo. Purtroppo la linea generale dei componimenti poetici era un po’ antiquata, si vedeva laannunzio “grisaglia” e lo stile troppo classico, sembrava appartenere ad un’altra epoca. E’ finita l’era del PAscoli e del Carducci, ma l’arretrata Alatri non lo sa. Poche le poesie con uno stilebloggif_497d9ce703f0a contemporaneo e queste per l’appunto, quindi più book_page_animatamoderne non sono state premiate ajuzzdzca701my1cadasyzsca1xot9pcap7pgphca6k926pca4es3p9ca1hf59lcayfkiktca1d67r6cav55pwdcan6mzcfcaxu0iiicaox8os1caywc0bnca1t6336ca95is9ica2ssvkscas75idqe prese poco in considerazone. Peccato vedere molte persone piuttosto anziane declamare e pochi giovani, peccato ascoltare ancora versi superati già nel nascere,,,Chissà, magari bloggif_497d9d541cdeaprima o poi anche questa parte di Ciociaria prima o poi verrà nel millennio che stiamo vivendo.

Tuttavia il premio è solo alla seconda edizione, si farà le ossa e crescerà senz’altro, magari rinfrescando le conoscenze o mettendo in commissione materiale umano più fresco, aggiornato, contemporaneo..chissà!!

Vediamo nelle foto il pigmalione del premio: Domenico Lattanzi, Francesca Ferrari una delle partecipanti, il prefetto di Frosinone ed altri partecipanti.

bloggif_497d9dec30409interessanti le visite al post…peccato che nessuno lasci un commentino….

horny21fp3Un solo grido s’innalza in un mondo ancora tanto maschilista: girl power!collant1

Parliamo di una ragazza americana piuttosto graziosa e simpatica ma che se vuole sa essere anche tagliente come un’affilata lama di rasoio e da un po’ in Italia non si parla d’altro. Katy ha messo insieme una ricetta che ha fatto breccia nel cuore di molti fan italici, noti e meno noti, dalla ragazzaddd della porta accanto, alla commessa/sciampista, fino alla regina del pop Madonna o a grandi artisti italiani. La ragazza in questione è Katheryn Hudson, meglio nota al grande pubblico come Katy Perry, nata nel 1984, californiana d’origine e impegnata sia nel campo musicale che in quello cinematografico. Nonostante la giovane età, infatti, Katy si è già fatta strada alla svelta nel sexy_gif006panorama musicale americano e internazionale. Appena ragazzina, poco più che adolescente ha pubblicato il suo primo album, omonimo e stilisticamente distante dal suo attuale stile.

“Katy Hudson” è, infatti, un disco di canti per lo più gospel di vera ispirazione cristiana, e nel 2001 per Red Hill Records. Crescendo i suoi gusti cambino decisamente molto, si appassiona ai Queen, King Crimson, fino agli Slayer e agli AC/DC: niente male! Nel 2004 la ragazza entra in contatto con il team di produttori The Matrix, con cui già avevano lavorato Avril Lavigne e Britney Spears, e scrive alcuni brani che vengono poi postati addirittura sullo spazio myspace della giovane autrice.

In un’intervista ad un giornale specialistico dove la ragazza dichiara che nonostante il suo passato “casa chiesa” era solita trasgredire agli obblighi puritani della famiglia che le stavano troppo stretti e oggi non disdegna ladiavoletto trasgressione. In un brano dice d’aver baciato una ragazza e che le è piaciuto, ed è tutto dire! Katy viene notata da Virgin Records che le propone di firmare per Capitol Music. Le tematiche rimangono forti e trasgressive anche nel suo album di debutto che è uscito nel 2008 negli Stati Uniti.

“One Of The Boys” parla di uscite con le amiche, promiscuità sessuale, lifestyle e argomenti tremendamente borderline, che buttano la ragazza sotto i riflettori e la lanciano anche come personaggio mediatico lesbochic, con apparizioni in note soap opera americane e la storia è appena all’inizio

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Gabriele D’annunzio ha vissuto in modo estremo, folle, vero, autentico e divenuto infine per il regime fascista un po’ scomodo. Benito Mussolini disse che era diventato come un dente cariato che o va estirpato o ricoperto d’oro: emblematico! Visse così in una specie di esilio dorato, sorvegliato, spiato, seguito, e trattato come un incapace lui cheazsep4xcaco466qca329k20ca9pc0eycalgxpn3cat5jqqbcaqwt9o0cazfqlvpca0ytqw3ca2urqwlcarzdmsxca9r8k3yca9n421vcag352qccadjou82cabp0tiicaa2nwgvcavpohczcaf8xt1a aveva più cervello degli altri da vendere. Al vate toccò anche l’ultima umiliazione, poichè gli affincarono un’infermiera tedesca che non lo perdeva mai d’occhio. Qui nasce un mistero scuro, torbido e di difficile soluxione, un mistero che sarà molto difficile da chiarire. Gabriele D’Annunzio un giorno fu trovato riverso senza vita sexy032sulla sua scrivania di lavoro e ci sono forti sospetti che l’orrida e oscura infermiera tedesca lo avvelenò facendo un favore al regime fascista e anche a quello Nazista! Non era un segreto che il Vate era contrario all’alleanza con i tedeschi e la sua voce aveva un peso, un peso che le camicie nere non potevano tollerare e così nacque la lggenda dell’avvelenamento della terribile infermiera. Perchè la necessità di assistenza sanitaria ad un uomo che stava images2benissimo e scoppiava di salute? Perchè non si scelse una professionista italiana? Perchè non ci fu autopsia? Perchè tanto riserbo? Chi aveva interesse a far sparire il Vate? Nella foto Marco Chierici che è uno scrittore di Parma, studioso della figura del vate e forse uno dei massimi conoscitori d’Italia della figura di D’annunzio, che ha di certo da dire la sua al riguardo!

gaetano_scirea3Gaetano Scirea è stato una vera bandiera per la Juventus e anche un pilastropallone_animato la nazionale azzurra italiana.

Parliamo di un difensore che tante volte si è trovato a salvare la porta da solo, lui ultimo dei moicani, un libero che sapeva anche proporsi in attacco come marcatore e più volte è stato così. Scirea era un uomo stimatissimo dai compagni così come da ogni avversario, di una correttezza esemplare e mai eguagliata, un uomo che viveva lontano dai clamori, un campione talmente grande che oggi viene ricordato e preso come esempio per i giovani. Egli nella sua immensa carriera di calciatore ha vinto davvero tutto, e come i più grandi ha inventato un suo modo di essere libero, e sempre presente in tutte le parti del campo per i compagni.

La scalata ai vertici del calcio che conta inizia dalle giovanili dell’Atalanta fino1-533 all’esordio in Serie A nel 1972 nella gara Cagliari – Atalanta 0-0. Gaetano aveva solo19 anni, ma ci resterà poco a Bergamo, poiché stava per diventare uno degli uomini della vecchia signora.

Con la maglia bianconera riesce a vincere tutto quello che poteva vincere, giocando dal 74 all’88 e collezionando 397 presenze e realizzando ben 24 reti.

Con la maglia azzurra Scirea esordisce il 30 dicembre 1975 a Firenze contro la Grecia, tornando ad indossare quella maglia ben 78 volte e riuscendo da “grande libero” a mettere a segno 5 gol, ha partecipato a due campionati del mondo, quarto in Argentina e poi vincendo il mondiale in Spagna.

Il capitano bianconero non è mai stato un personaggio da gossip e da rotocalchi, eppure è entrato nel cuore degli innamorati del calcio in modo indelebile.

juventus1bu0Il Campione rimase dodici stagioni con la Juve, finendo con l’abitare nel cuore pulsante della società torinese, senza mai suscitare clamori, lottando, vincendo e mettendo in bacheca: sette scudetti, due coppe Italia, una coppa dei campioni, una coppa delle coppe, una coppa Uefa, un mundialito per club, una supercoppa, e un titolo di campione del mondo e un pezzo della sua av-5anima vera, limpida e sincera.

a0372199bec94cdc7ffe32c0f00Scirea lascerà il calcio giocato a 35 anni d’età, dopo la stagione 1987-88, con il record e primato invidiabile di non essere mai stato espulso dal campo.

Scirea ci ha lasciato a causa di un incidente stradale crudele e brutale in Polonia nel settembre del 1989, ma noi non lo dimenticheremo mai.

Simona Aiuti

Addio a Valentina Giovagnini

 

128E’ morta la scorsa notte Valentina Giovagnini, cantante di 28 anni aretina, protagonista di un gravissimo incidente stradale, avvenuto lungo la strada che collega Pozzo della Chiana a Foiano. L’artista era al volante della sua Micra, diretta al negozio della madre, quando è uscita di strada ribaltandosi e schiantandosi contro un albero, finendo la carambola in fin di vita.

Le condizioni della cantante sono apparse subito gravissime ed è stata trasportata in eliambulanza a Siena dove è stato tentato un intervento chirurgico disperato.

La Giovagnini ha trovato la morte mentre andava a trovare la mamma in provincia di Arezzo, ma nel negozio della madre non è mai arrivata, fermando il suo cuore pieno di note e musica intorno alle 3 di un tragico pomeriggio. getmedia

Valentina Giovagnini aveva partecipato nel 2002 al Festival di Sanremo con il brano “Il passo silenzioso della neve” e si era classificata seconda nella categoria giovani, dopo Anna Tatangelo, con grande delusione di gran parte del pubblico, e degli appassionati della buona musica, aggiudicandosi, infatti, il premio della giuria di qualità per il miglior arrangiamento, e tanti complimenti da artisti di grande caratura.

La giovane cantante era stata considerata una delle vere promesse della canzone italiana, e molti credevano ancora in lei e nel suo grandissimo talento, non capito appieno al Festival di Sanremo quell’anno, dove fu amaramente sconfitta di un soffio al televoto da una Tatangelo, che ha imagesxxxxxcontinuato una carriera andando ospite in trasmissioni televisive che hanno un ascolto molto alto, ma analizzando il tipo di pubblico, si evince che si tratta di persone con una cultura medio bassa/dozzinale ed è tutto dire!  animal008

Nel 2002 nelle Giovani Proposte la Giovagnini aveva lasciato un ottimo ricordo e aveva colpito tutti: il conduttore Pippo Baudo, giuria, e telespettatori.

Molti ricorderanno che Claudio Cecchetto disse: “Non ho parole ma un voto: 10”, e Victoria Cabello: “9”. Daniele Bossari : “Pelle d’oca: 10”. Mentre Chiara Tortorella: “La rivedrò sicuramente… 9”. Enrico Vanzina: “Quella signorina è un’artista: 10”.

I giornali ebbero articoli e recensioni molto positive per lei.

Un buon successo di critica e di pubblico incontrò il suo album “Creatura nuda”. Poi alcuni anni di silenzio e di lavoro produttivo per un progetto che stava per uscire.  Interessante la sua attività live, il recente ritorno in tv nella trasmissione Sabato, Domenica &… e l’attesa per canzoni speciali come era lei. Valentina mancherà a chi amava la vera musica e anche a chi non ha voluto darle una possibilità in più a vantaggio di una cultura dozzinale! cuori

Simona Aiuti

 

L’intera zona da De Matthaeis sino al Campo Sportivo potrebbe ospitare diversi “cimiteri” risalenti all’epoca dei volsci. E’ questo quanto si ipotizza
dopo il rinvenimento, alle spalle di via Aldo Moro, di altre trenta tombe nei cantieri in corso per il centro di Formazione Professionale della Regione Lazio e per l’Ascensore inclinato. Tenuto in stretto riserbo da parte sia dell’amministrazione comunale che della Soprintendenza ai Beni Archeologici, la notizia è stata confermata solo ieri quando Il Messaggero ha voluto fare il punto sullo stato di avanzamento del cantiere del futuro ascensore inclinato, il collegamento tra le due parti della città. I resti, in
pratica, sono stati scoperti qualche mese fa. La Soprintendenza si è servita di un’archeologa frusinate, la dottoressa Rachele Frasca, per seguire gli scavi e per riportare alla luce i ritrovamenti. Ed alla fine quello che si scoperto è davvero consistente. «Ci siamo trovati di fronte – spiega il direttore del museo Archeologico di Frosinone, Dario Pietrafesa – un
importante nucleo di necropoli volsca del tipo di quella ritrovata un anno fa a De Matthaeis. Anzi questa necropoli è leggermente più antica, si calcola
che risalga al VI A.C. Abbiamo scoperto una trentina di tombe dove erano ancora presenti resti umani, compresi quelli di qualche bambino. In più c’erano i soliti arredi funerari come olle, brocche e piatti che sono state con cura portate nel magazzino dei ritrovamenti archeologici di Frosinone per poi essere restaurati». Questa ulteriore scoperta cosa indica? «Si tratta – continua Pietrafesa – di una conferma di quanto già pensavamo e cioè che sin dall’antichità Frosinone aveva un consistente insediamento volsco. Lo testimoniano i ritrovamenti di queste varie necropoli volsche indipendenti l’une dalle altre e ubicate a macchia di leopardo sul territorio. La grandezza di queste necropoli comunque fa ritenere che questi antichi popoli che abitavano tali terre erano numericamente importanti». Strano che una notizia del genere non abbia avuto clamore sino ad oggi. Fatto sta
che sia gli scavi sia la salvaguardia dei resti sono stati svolti nel più breve lasso di tempo possibile. Tolto tutto il materiale ritrovato si è provveduto
alla ricopertura del terreno così come era già avvenuto in piazzale De Matthaeis. Sul fronte cantiere ascensore inclinato i lavori sono ripresi a ritmo costante. Tutti gli impianti tecnici ed i sottoservizi del parcheggio sono stati praticamente ultimati. «Al momento l’impresa – spiega il direttore dei lavori, l’ingegnere Paolo Franco Ciavolella – sta operando nel parcheggio posto a valle. Ci sono delle modifiche progettuali in corso per raccordarsi con il parcheggio del centro di Formazione professionale a noi confinante. Entro la fine del mese arriveranno i binari dove sarà poi
collocata la cabinovia. A luglio, invece, inizieranno i lavori per realizzare la stazione di monte. Qui occorreranno diversi mesi di lavoro, si tratta del
passaggio più delicato, in quanto si dovrà dapprima creare una paratia cioè un muro si sostegno composto da diverse palificazioni poi occorrerà attendere l’assestamento del terreno stesso. La cabinovia giungerà proprio sopra piazzale Veneto e non più nel terreno sottostante evitando così di costringere i cittadini a percorrere tre rampe di scale».