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Avremmo bisogno di una Rachida Dati in Italia?

 

6a00e54f05e1bb883400e5510c8a418834-800wiÈ il jolly fascinoso e molti dicono anche la pupilla di Nicolas Sarkozy, ma per altri è solo un’arrivista con il debole per l’alta moda e per i gioielli di lusso.

Da quando Sarko l’ha voluta al governo, al dicastero della glitterimagesstars7giustizia, la “ministra Dior” fa discutere e non le si perdona nulla, anche d’esser tornata al lavoro a cinque giorni dal parto, d’essere prepotente, e di fare sempre come le pare. Non si placano le polemiche su la Dati, accusata di tutto: di inadeguatezza materna, di presenzialismo eccessivo, di attaccamento al potere, e infine anche di nuocere alle donne, per via del suo precoce ritorno al lavoro, che metterebbe in discussione il congedo di maternità!

Troppo zelo, ma ad un uomo avrebbero detto le stesse cose? I ruoli di grande potere, come quello di ministro o di manager sono ruoli privilegiati, ma insieme anche caratterizzati da un servizio ad orario continuo: richiedono la disponibilità piena del proprio tempo. Nessuno ha mai rimproverato a un ministro cccmaschio di svalutare il diritto dei lavoratori al meritato riposo se lavora la domenica e nessuno si domanda quanto tempo passi con i propri figli.

La partecipazione della Dati al consiglio dei ministri scandalizza, perché viene letta come una sottrazione al destino delle donne, che si presume segnato dalla maternità e se poi si vede un gioiello di Cartier alla sua mano, “apriti cielo”!

Forse la vera colpa di Rachida Dati è di essere bella, elegante, di umilissime origini magrebine, d’aver fatto una vera gavetta, e infine d’aver partorito una figlia senza dichiararne il padre: avercene così! Accade così che nella critica alla Dati da un lato c’è il tradizionalismo ottuso di chi a fatica sopporta di vedere una donna nei luoghi di potere, e quindi è turbato dal fatto che questa donna, invece diaz28fvoca5tkjilca8nmv60ca93mezoca1ob3crca141at2cahw6jghcaigd856cako38h9cavoewancaek6vjrca91rxjvca3mzg7kcafdalbfca614krzcal1uadfcashuxbscavljh4ycadhtcjh nascondere la sua fisicità femminile, la esibisca: riassumendo il suo ruolo pubblico subito dopo il parto, e addirittura con i tacchi alti! Quante donne hanno sempre cresciuto figli da sole dopo tutto?

Rachida Dati ha detto: “io sono qui, e non mi metterete da parte perché sono una debole donna”! Dall’altro lato c’è il bigottismo femminista, che in nome di un pensiero superato non perdona a una donna di sottrarsi a quell’aspetto sciatto con grisaglia e abiti sformati di una certa politica di sinistra. In realtà non le si perdona di essere una donna forte, indipendente, che spende migliaia di euro in gioielli e che può dire di avercela fatta da sola.

La Dati ha detto anche: “le tutele sono una difesa e un’opportunità, non un vincolo”.

Non avremmo forse bisogno di donne così in Italia? Scriveteci la vostra opinione.

Simona Aiuti

 

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