Skip navigation

Home / Poesia / “Amori, Passioni e Briganti”, il nuovo libro di Simona Aiuti Tue, 22 Feb 2011 14:40:00 “Amori, Passioni e Briganti”, il nuovo libro di Simona Aiuti Email this Print this I luoghi del romanzo sono quelli delle montagne e delle campagne della Ciociaria, che a quei tempi erano molto più selvagge, e che all’epoca dei briganti consistevano in una parte importante dello Stato Pontificio ItaliachiamaItalia Da pochi giorni è uscito su lulu.com il nuovo libro di Simona Aiuti, dal titolo “Amori, Passioni e Briganti”. Simona è una giornalista/scrittrice, che ha partecipato a molti concorsi letterari e che collabora attualmente con Italiachiamaitalia.com I luoghi del romanzo sono quelli delle montagne e delle campagne della Ciociaria, che a quei tempi erano molto più selvagge, e che all’epoca dei briganti consistevano in una parte importante dello Stato Pontificio. I fatti di “Amori, Passioni e Briganti”, mescolati alla storia, alle leggende popolari raccontate davanti ai focolari, e a quella magia che si chiama fantasia, si dipanano a ridosso dell’Unità d’Italia tra i nostri piccoli e preziosi paesi, frammentandosi lungo i confini con altri stati a volte alleati, a volte nemici. I briganti e le procaci e avvenenti brigantesse scorazzarono per queste terre, cercando di sfuggire alle guardie del Papa, rincorrendo l’amore, amanti perduti, avventure d’armi e pugnale, brucianti passioni erotiche e selvagge, di sangue e di spietate vendette. Questo romanzo costellato d’agguati, fughe repentine e bollenti passioni, è dedicato a chi ama l’avventura, a chi non teme d’entrare in contatto con quel mondo fantastico che pur essendo altrove è vicino, e a chi vuole afferrare un pezzo della nostra memoria. Italia chiama Italia

Annunci

Fantastico romanzo, d’avventure rocambolesche,colpi di scena, e ribaltamenti repentini, che attrae il lettore coinvlgendolo in avventure che mozzano il fiato. Amori ad alta tensione erotica, fughe incredibili, e brucianti passioni per la vita o per l’amore. Support independent publishing: Buy this book on Lulu.I briganti corrono a cavallo per le campagne dello Stato pontificio armati fino ai denti, fuggendo, uccidendo e a volte cadendo in battaglia. Brigantesse affascinanti, procaci, bellissime e avventurose, innamorate, perdute in amori violenti, fugaci, appasionati, con una sensualità e un coraggio unici!Support independent publishing: Buy this book on Lulu. I luoghi sono quelli della Ciociaria, zona che oggi corrisponde alla provincia di Frosinone, e che invece ai tempi dei briganti era semplicemente una parte dello Stato Pontificio, i cui confini cambiarono nel tempo, per via d’alleanze, guerre e mutamenti storici millenari.

I fatti, mescolati alla storia, alle leggende popolari e a quella magia che si chiama fantasia, si dipanano a ridosso dell’Unità d’Italia, frammentandosi lungo i confini con altri stati a volte alleati, a volte nemici.

I briganti e le brigantesse scorazzarono per queste terre, cercando di sfuggire alle guardie dello Stato della Chiesa, rincorrendo l’amore, amanti perduti, avventure d’armi e pugnale, brucianti passioni erotiche e selvagge, di sangue e vendette.

Qualcuno è rimasto nella storia e qualcuno è perduto per sempre.

Questo romanzo costellato d’agguati, fughe repentine e brucianti passioni è dedicato a chi ama l’avventura, a chi non teme di entrare in contatto con quel mondo fantastico che pur essendo altrove è vicino.

Simona Aiuti

Azzurrini sempre più sbiaditi!

 

Aimon.it - Invia e ricevi SMS utilzzando il tuo pc! Registrati gratis e ottieni subito 25 SMS OMAGGIO!coppa02gA Mantova, la Nazionale di Casiraghi giochicchiando ha strappato un pareggio alla Bosnia 1-1, e certamente non ha brillato. Dopo il vantaggio, gli azzurrini si sono barcamenati in un brutto primo tempo e, infatti, si sono fatti anche riprendere.

Alcuni hanno detto che non ha senso appassionarsi all’Under 21, perché è solo una palestra dove allevare i futuri campioni. E’ indiscutibile invece che qualunque squadra che gioca bene, riesce ad appassionare i tifosi, cosa che a questi giovanotti proprio non riesce! E poi l’idea di grandi campioni in una squadra mediocre è un concetto che stride un po’.

Con questo rullino di marcia in Danimarca non si arriva e se ci si arriva, è meglio non disfare la valigia. Lo pensa anche il presidente federale Abete, apparso molto scontento nell’intervallo della partita.

Il centrocampo italiano tende a cedere alla distanza, mentre la modesta Bosnia reagisce con personalità e la cosa non porta lontano.

Basta pensare che la ripresa inizia certamente ancora nel segno di Marilungo, che con un pallonetto pregevole chiama Sehic alla difficile deviazione in corner, ma la “sveglia” dell’attaccante del Lecce resta isolata, perché la squadra è poco lucida e con un gioco poco delineato. Casiraghi, allora, lancia Marrone in campo nell’ultima mezz’ora al posto di Castiglia, ma cade nel vuoto.

Per via di un calo fisico degli slavi, le occasioni cominciano ad arrivare, ma con poca lucidità e ne viene fuori solo una punizione scialba di Balotelli respinta da Sehic a tempo ormai scaduto.

La qualificazione sembra ora cosa ardua: il primo posto per ora è lontano, il secondo è occupatissimo dall’Ungheria, che per ora ha 2 punti in più della nostra Italia e con lo stesso numero di partite.

Dobbiamo tenere presente che per noi arrivare secondi potrebbe non bastare, poiché solo le migliori 4 formazioni andranno allo spareggio decisivo per la qualificazione per andare in Danimarca.

Simona Aiuti

Aimon.it - Invia e ricevi SMS utilzzando il tuo pc! Registrati gratis e ottieni subito 25 SMS OMAGGIO!

Il migliore casino online! Gioca adesso su JackpotCity!
La passione per la musica corre sul filo della rete, e sono molteplici le proposte offerte on line tra cui districarsi per gli appassionati di cantanti neomelodici napoletani, ho semplificato la ricerca scegliendo dei siti internet dove trovare e ascoltare cantanti neomelodici napoletani, videoclip e trovare notizie e testi delle canzoni neomelodiche.

9788824488334g

 

 

I cantanti neomelodici napoletani costituiscono una componente importante del panorama musicale italiano, ed hanno un grandissimo seguito. Il più noto è Gigi D’Alessio ed i suoi fan possono trovare sul suo sito ufficiale gigidalessio la sua biografia, le news, le date del suo tour, i suoi lavori, le notizie  relative al fan club ufficiale e trovare alcuni dei suoi lavori neomelodici napoletani.

Trovare le ultime novità sui cantanti neomelodici napoletani, le raccolte e i Cd in offerta, è possibile accedendo ad una lista di artisti presente su musica napoletana , basta cliccare sul cantante neomelodico che si preferisce ed appariranno i CD disponibili on line.

Se desideri trovare un elenco di tutti i cantanti neomelodici napoletani, puoi farlo sul sito mondo musicale  cliccando sull’homepage a sinistra su “neomelodici” e apparirà una griglia. Andando con il cursore sopra al nome dell’artista neomelodico che si preferisce, si potrà entrare nella pagina dove ci sono tutte le informazioni dalla sua discografia, indirizzi del sito ufficiale e i fan club.

Aimon.it - Invia e ricevi SMS utilzzando il tuo pc! Registrati gratis e ottieni subito 25 SMS OMAGGIO!

Se desideri trovare i testi delle canzoni dei cantanti neomelodici napoletani scritte in dialetto napoletano, ed accedere ad un sito con una lunga lista di artisti, con un forum per confrontarsi, e trovare anche foto e video musicali, napoli345puoi farlo su Musica Napoli . Nel sito, in altro a sinistra cliccando sulla barra neomelodici napoletani, c’è la sezione relativa ai neomelodici con le ultime canzoni inserite.

Un sito interamente dedicato alla musica napoletana per soddisfare le curiosità dell’appassionato di cantanti neomelodici napoletani, riguardo alle news, ai videoclip, i download disponibili, è musicadinapoli . Basta cliccare sull’artista che interessa e appariranno i testi delle sue canzoni, una biografia e alcuni testi delle canzoni più note.

 

 

 Se siete fan della cantante/attrice neomelodica napoletana Maria Nazionale, potete trovare la sua discografia completa su Nazionalemaria , dove sono presenti news sull’artista, si può interagire con lei, mandare un messaggio e trovare i video clip di musica neomelodica napoletana.

 

<a href=”http://www.aimon.it/banner_gw.php?c=c&u=NjgxOQ%3D%3D&amp;a_aid=starky&amp;a_bid=c5e8d067″><img src=”http://www.affiliati.org/images/banner/aimon/468×60.gif” alt=”Aimon.it – Invia e ricevi SMS utilzzando il tuo pc! Registrati gratis e ottieni subito 25 SMS OMAGGIO!” title=”Aimon.it – Invia e ricevi SMS utilzzando il tuo pc! Registrati gratis e ottieni subito 25 SMS OMAGGIO!”   /></a><img style=”border:0″ src=”http://www.affiliati.org/user/scripts/imp.php?a_aid=starky&amp;a_bid=c5e8d067” width=”1″ height=”1″ alt=”” />

Il migliore casino online! Gioca adesso su JackpotCity!Il migliore casino online! Gioca adesso su JackpotCity!s/imp.php?a_aid=starky&a_bid=eb67972a” width=”1″ height=”1″ alt=”” />

 

a0372199bec94cdc7ffe32c0f00Definire giornalista Cannavò è riduttivo, poiché egli fu innamorato dello sport e quel vezzoso rosa della Gazzetta, lo ha caratterizzato in modo indelebile per tutta la vita.

Non sapremo mai che medico sarebbe stato il “direttore”, ma sappiamo che lo sport italiano ci ha guadagnato moltissimo in stile e buon gusto.

Egli iniziò la sua carriera a 19 anni nella sua Sicilia, dove scriveva di sport, società e costume, facendo la gavetta come si faceva una volta. Presto, nel 1955 esordì come corrispondente della Gazzetta e come inviato speciale, testimone del suo tempo, di vari Mondiali di calcio, di ben 9 Olimpiadi, e la sua passione infinita in un giro d’Italia durato tutta una vita, come una giostra da cui non è mai sceso.

Nel 1981 fu alla Gazzetta come vicedirettore, poi condirettore, e infine direttore il 12 marzo 1983. In un percorsocoppa02g naturale si arrivò ad avere l’uomo giusto al posto giusto in seno ad una redazione che lo amò moltissimo.

Quando Cannavò prese in mano il timone della “corazzata rosa”, La Gazzetta dello Sport era già un giornale importante, tuttavia si consolidò come testata numero uno nel suo genere.

Cannavò dopo aver lasciato la direzione diventò opinionista per eccellenza con le rubriche “Candidamente” e “Fatemi capire”, con acume e garbo. L’amore eterno per il “Giro d’Italia” continuò immutato, correndo da una tappa all’altra, e confermandosi nell’amore degli estimatori tra premi e riconoscimenti. Nell’ambiente del giro conosceva tutti uno per uno, era davvero un po’ come casa sua.

Sempre sulla notizia “alla maniera americana”, con intelligenza giovane, vivace e una passione per il lavoro che è esempio per chi è alle prime armi. Fantastica la scrittura in Una vita in rosa, o Libertà dietro le sbarre, Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede. Tutto questo insegna che un vero giornalista sportivo non mangia solo quel pane, ma ha gli occhi aperti su altre tematiche della vita.

Ecco, un uomo, un innamorato dello sport, un uomo colto, al di sopra delle parti, un uomo che ci mancherà “ogni maledetta domenica”!

Simona Aiuti

 

Aimon.it - Invia e ricevi SMS utilzzando il tuo pc! Registrati gratis e ottieni subito 25 SMS OMAGGIO!Ritratto di Omar Sivori

 animation51

 

9-sa-51Omar Sivori è nato a San Nicolas, un paesino a 200 km da Buenos Aires, e il suo sfidare il mondo dribblando i malcapitati difensori e perfino irridendoli con un giochino nuovo, il tunnel, ha fatto storia.

Nel 57’ venne a costare alla Juventus ben dieci milioni di pesetas, versati a River Plate che usò la cifra per rinnovare lo stadio.

La Juve stracciò tutti in quel campionato a 18, con la classe del mancino Enrique Omar Sivori, che tuttavia si esercitava nell’ubriacare l’avversario con il suo guizzo diabolico.

Quel testone arruffato di capelli, con quei due occhi scuri, furbi e fuggenti, quella sua voce strascicata e la statura non 1-53slanciata, con una “giusta cattiveria” contribuivano a prendere per il bavero il malcapitato di turno. Sapeva essere un impareggiabile compagnone ma subito dopo un imperdonabile rompiscatole, gran signore e anche selvaggio. Era amabile, simpatico e dopo un po’ perfino brutale. Il suo veleno era il suo sangue misto che nei momenti di rabbia lo portavano a passo di tango al gol.2ns3xgj Insomma, Torino, la Juventus, e l’Italia si innamorarono follemente di Omar Sivori.

Il “Cabezon” dava spettacolo in modo unico, e ogni cosa doveva piegarsi a lui, perché potesse alla domenica sentirsi abbastanza ispirato da dare spettacolo.

Non c’erano regole da rispettare né finzioni da tutelare, spiattellava crudele quello che gli passava per la testa: bisognava che capissero che era il più forte, e mancava poco che gli facessero una statua in Piazza San Carlo.

90x90juventusIl divo Sivori si concedeva tutto, ovvero si allenava quando voleva lui, mangiava quel che voleva lui, finiva di giocare a carte quando voleva lui e nessuno poteva piegarlo.

Le interviste le concedeva quando si era alzato di buon umore, e tre scudetti, tre Coppe Italia, 215 fededefinitivawo3gj0partite e 135 gol, nove volte in azzurro, maglia di cui andava fierissimo, non erano male! Così il rullino di marcia di Omar Enrique, indomabile asso della Juventus era inarrestabile. La sua specialità era il tunnel ma anche il gol sardonico, il gol con lo sberleffo, il gol cinico. Più di una volta, scartati il terzino e il trafelato portiere, aspettava che si rialzassero prima di appioppare al pallone il colpetto decisivo, perché era così che gli piaceva. I suoi tocchi al volo, le sue mezze rovesciate, le sue mitiche finte non sono state più dimenticate da chi l’ha conosciuto e sempre rimpiante. Faceva il fallo per primo sul difensore, lo intimoriva e ci riusciva sul serio. A calzettoni scesi, coi suoi occhi pieni di sconfinata arroganza, e presunzione dove abitava il suo vero coraggio, volava verso la porta come un tanghero!

Si diceva di Sivori che aveva un solo piede, il sinistro e il destro gli serviva solo per saltare sul tram. Pochi fuoriclasse sono stati immensi, stratosferici, ineguagliabili come lui. Solo lui era Omar Sivori.

Simona Aiuti

 

Avremmo bisogno di una Rachida Dati in Italia?

 

6a00e54f05e1bb883400e5510c8a418834-800wiÈ il jolly fascinoso e molti dicono anche la pupilla di Nicolas Sarkozy, ma per altri è solo un’arrivista con il debole per l’alta moda e per i gioielli di lusso.

Da quando Sarko l’ha voluta al governo, al dicastero della glitterimagesstars7giustizia, la “ministra Dior” fa discutere e non le si perdona nulla, anche d’esser tornata al lavoro a cinque giorni dal parto, d’essere prepotente, e di fare sempre come le pare. Non si placano le polemiche su la Dati, accusata di tutto: di inadeguatezza materna, di presenzialismo eccessivo, di attaccamento al potere, e infine anche di nuocere alle donne, per via del suo precoce ritorno al lavoro, che metterebbe in discussione il congedo di maternità!

Troppo zelo, ma ad un uomo avrebbero detto le stesse cose? I ruoli di grande potere, come quello di ministro o di manager sono ruoli privilegiati, ma insieme anche caratterizzati da un servizio ad orario continuo: richiedono la disponibilità piena del proprio tempo. Nessuno ha mai rimproverato a un ministro cccmaschio di svalutare il diritto dei lavoratori al meritato riposo se lavora la domenica e nessuno si domanda quanto tempo passi con i propri figli.

La partecipazione della Dati al consiglio dei ministri scandalizza, perché viene letta come una sottrazione al destino delle donne, che si presume segnato dalla maternità e se poi si vede un gioiello di Cartier alla sua mano, “apriti cielo”!

Forse la vera colpa di Rachida Dati è di essere bella, elegante, di umilissime origini magrebine, d’aver fatto una vera gavetta, e infine d’aver partorito una figlia senza dichiararne il padre: avercene così! Accade così che nella critica alla Dati da un lato c’è il tradizionalismo ottuso di chi a fatica sopporta di vedere una donna nei luoghi di potere, e quindi è turbato dal fatto che questa donna, invece diaz28fvoca5tkjilca8nmv60ca93mezoca1ob3crca141at2cahw6jghcaigd856cako38h9cavoewancaek6vjrca91rxjvca3mzg7kcafdalbfca614krzcal1uadfcashuxbscavljh4ycadhtcjh nascondere la sua fisicità femminile, la esibisca: riassumendo il suo ruolo pubblico subito dopo il parto, e addirittura con i tacchi alti! Quante donne hanno sempre cresciuto figli da sole dopo tutto?

Rachida Dati ha detto: “io sono qui, e non mi metterete da parte perché sono una debole donna”! Dall’altro lato c’è il bigottismo femminista, che in nome di un pensiero superato non perdona a una donna di sottrarsi a quell’aspetto sciatto con grisaglia e abiti sformati di una certa politica di sinistra. In realtà non le si perdona di essere una donna forte, indipendente, che spende migliaia di euro in gioielli e che può dire di avercela fatta da sola.

La Dati ha detto anche: “le tutele sono una difesa e un’opportunità, non un vincolo”.

Non avremmo forse bisogno di donne così in Italia? Scriveteci la vostra opinione.

Simona Aiuti