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Category Archives: gamour

simona aiuti

simona aiuti

E’ abbastanza difficile commentare il caso di un marito e padre omicida senza invocare il massimo della pena, ma forse deve esserlo ora a bocce ferme, dopo un normale tempo di decompressione per l’opinione pubblica. L’onda emotiva fomenta idee di giustizia sommaria e occhio per occhio, ma risolve davvero qualcosa?

Quello che trovo incredibile, oltre alla mattanza da bassa macelleria di moglie e figli piccoli mentre dormono nel loro letto, con i giocattoli, tendine colorate, e peppa pig stampata da qualche parte, è l’idea di provare a farla franca. L’inscenare la rapina in modo grossolano, e cercare l’alibi in una partita di calcio. Se il raptus prevede un blackout della razionalità, quello che viene dopo (quando non si confessa) è il frutto di un pensiero lucido, infame, vigliacco, malvagio e mi fa quasi più orrore dell’omicidio stesso. Poi penso a due bimbi sgozzati come capretti e la rabbia mi pulsa nelle vene. Sterminare la propria famiglia è un’atrocità. Pensare di vivere liberi e impuniti dopo aver ammazzato la propria famiglia è l’abisso della coscienza umana, il nulla della moralità e il sospetto che un demone abbia rapito quell’uomo.

Poi c’è il movente che rasenta il ridicolo. Solo a questo punto la vicenda diventa terribilmente grottesca, poiché c’è l’ossessione per un’altra donna, ma che addirittura lo respinge con fermezza.  Dunque l’ossessione per un’altra, la famiglia vissuta come un impedimento ai propri piani di felicità con l’altra.

L’omicidio viene consumato subito dopo aver fatto l’amore, anzi dopo un po’ di sesso animale, non può essere stato diversamente per lui.

Diventa una morsa insostenibile, come se tra l’istinto bestiale d’accoppiarsi e quello di uccidere non ci fosse più un confine netto, come se l’omicidio fosse un prolungamento malato del sesso, o la frustrazione nel rendersi conto che quella moglie non è la donna con cui si vorrebbe giacere.

Quest’uomo qui odiava la moglie e i figli perché lo mettevano di fronte alla sua debolezza, alla sua incapacità di fare una scelta, anzi sicuramente non li amava affatto, se li considerava “un ostacolo”. E’ stato più facile sterminare la famiglia che assumersi la responsabilità di una decisione. Tant’è che li ha ammazzati tutti senza guardarli negli occhi. I figli mentre dormivano, la moglie mentre di spalle guardava la tv.

Nella cella ci sarà la condanna di continuare a vivere nell’orrore dei ricordi fino alla vecchiaia. E quell’orrore lì ti fissa negli occhi sempre, non hai scampo, proprio come di fronte a un coltello affilato e freddo, mentre magari stai sognando i cartoni animati, o pensi che tuo marito ti ama e ti desidera.

Simona Aiuti

 

download (2)Dopo la scoperta del “radio”, quella della “penicillina” e forse quella un po’ trascurata delle mutande usa e getta, ci si domanda ancora senza aver trovato ancora risposta alcuna, su cosa accada all’uomo italiano intorno alla settantina. Possiamo solo restare testimoni basiti, davanti a cotanti cambiamenti e bizzarri mutamenti che attraversano sia la mente, che il corpo di soggetti nati prima dello sbarco in Normandia.

Le strade della penisola italica brulicano di uomini avviati sul viale del tramonto, che tentano d’illuminare, puntandogli contro i fari abbaglianti di ridicole automobili sportive, che si regalano, cercando di comprarsi un pezzetto di giovinezza. In realtà, vederli scorazzare con espressione semi assente da cataratta mal curata, dietro montature eccentriche che sembrano comprate in un negozio di caramelle, fa quasi tenerezza. Alcuni cercano aiuto nella chirurgia estetica, tentando una blefaroplastica che dona uno sguardo perennemente attonito, fanno lampade come polletti nel girarrosto e per carità, berciano, cercando di tacchinare pollastrelle rigorosamente sotto la quarantina, meglio se sotto la trentina, ecco forse è troppo.

L’uomo dovrebbe capire che vuoi, o non vuoi, ad una certa età, arriva lanudo.web (1) merlite, ovvero, le gambette diventano come quelle di un canarino, e il corpo somiglia a quello di un pollo, con l’addome prominente, che allarga le gambette stesse. Suvvia, serve a poco usare un abbigliamento sgargiante, dai colori fluorescenti, mette solo in evidenza la “merlite” e allarga la differenza tra il nonno e la nipote!

78cbc67886140febcd12f0c6f60f0f5fPer carità! Guai a parlargli di “viagra”, loro non ne hanno bisogno, no, infatti, il medico, non quello di famiglia, ma un amico connivente, gli prescrive il “Cialis”, evitando terribili effetti collaterali, che durante un incontro sessuale, sarebbero anche loro grotteschi. Ad un certo punto la malcapitata non farebbe in tempo a comporre il 118, dovrebbe chiamare direttamente le pompe funebri o il prete.

La moglie che incontrarono quando era Papa Pio XII la considerano una mummia, mentre loro hanno voglia di vivere, fare mille esperienze, spendere, e con il denaro credono di poter comprare tutto, anche l’artificiale affetto della pollastrella di turno, meglio se minigonnata.

Non accettare l’età che avanza e non affrontarla con dignità e leggerezza, può essere molto pericoloso, sia per le coronarie, che per l’immagine di noi stessi che rimbalza qua e là, regalando al pubblico ludibrio, non pochi argomenti di conversazione.

A volte questi soggetti si vergognano di questo stile di vita con i vicini e nel proprio ambiente, quindi cercano di allontanarsi, dove nessuno li conosce, per inseguire quel “respiro di giovinezza” che sentono d’aver perduto, e allora vagano per “night club”, perché loro credono che si chiamano ancora così, per rimorchiare.

A volte ricchi, o comunque benestanti, in avanzato stato di decomposizione e semplicemente orrendi come satiri all’assalto, ma convinti d’avere un fascino irresistibile, avanzano. La natura è stata ingenerosa con loro; sarebbero schifati anche dalla propria madre se non fossero carne della loro carne, almeno per lo stile di vita che stanno conducendo.

E’ quello che mi viene da pensare ogni qual volta si verificano casi di uomini anziani,o comunque sopra i 50anni,che senza essere né Brad Pitt né tipi col conto in banca di Flavio Briatore, ci provano con ragazze 20enni approfittando di normali situazioni che diventano patetiche. Ma io mi domando se si guardino allo specchio, se pensano davvero che una si faccia rimorchiare dal primo vecchio panzone che ci prova su due piedi per amore!

Davvero pensano di poter fare colpo in questo modo? D’avere una speranza con ragazze giovani che si possono trovare di molto meglio? Ma si rendono conto della figura ridicola e patetica che fanno oppure sono proprio convinti?

Sono domande che mi faccio. Secondo me hanno paura d’invecchiare, morire e vogliono ad ogni costo fare ciò che non hanno potuto fare da ragazzi. E le fanciulle in questione trovano un sostituto della figura paterna. Inoltre spesso il denaro ha un significato al di là della materialità e dei benefici che da esso derivano come forte segno simbolico dell’affetto mancato.

Signori miei, riscoprite il senso del ridicolo.

 

coralliliberaC’è ancora posto per la poesia? Forse c’é nella vita di chi riesce a vivere con un po’ di leggerezza, e allora lasciamole libere queste poesie, libere di viaggiare nel mondo, in cerca di un’anima sensibile e pura che le voglia adottare.

I versi raccolti in questo volume sono nati senza un’idea precisa, e per molto tempo non hanno ricevuto particolare cura e attenzione da chi li ha scritti, e forse ne hanno avuta di più da chi li ha assaporati con gli occhi, dandogli valore e lasciati anche sedimentare, così come deve essere per la poesia.

Ora eccole qui, insieme, raccolte, a fare da contorno a una parte di un Universo femminile intessuto di sentimenti, che resta sempre magico e misterioso e forse è giusto che sia così.

“Libera” è la prima raccolta di poesie di Simona Aiuti, che come scrittrice/giornalista ha accarezzato di più altri rami del grande albero della scrittura,

book_page_animata dando alle stampe quattro romanzi: Dammi un’altra possibilità, Juventus biglietti per la leggenda, Amori, passioni e briganti, e Provincia segreta e tacchi a spillo, molti racconti, favole, e ora anche “Libera”.

Forse non sono stati i premi a dare il giusto e reale valore ad alcune di queste poesie, bensì le situazioni e le persone che le hanno ispirate, e che vivono, e che sempre aleggeranno tra queste pagine.

piumeSe alcuni incontri non ci fossero mai stati, e se determinati eventi non si fossero mai verificati, allora nemmeno 161molte di queste poesie sarebbero mai nate, e non sarebbero finite nero su bianco, quindi è bene non rimpiangere o rinnegare neanche la parte più dura e in salita della vita, perché l’esistenza va comunque sempre vissuta.

Perché “Libera”? Perché la libertà non ha prezzo, è impagabile e pura, e perché anche in situazioni di costrizione momentanee o perenni, anche chi vive ob torto collo in una vita che non è la propria, dove la libertà è anelata e agognata, anche in quei casi, quello che si ha dentro, la libertà emotiva, intellettuale e la voglia e il desiderio di coltivare una mente affrancata, non deve mai venire meno.

annunzioLa mente è e deve essere sempre indipendente e formarsi in una coscienza di consapevolezza, e solo così, può spezzare certi legacci.

Infine, solo chi è libero può amare veramente, perché l’amore “condizionato” è veleno.

Solo chi è libero ama a prescindere, e sa che è rischioso, che ci vuole coraggio a fare un salto nel buio, e talvolta è doloroso, ma è l’unico modo, ed è maledettamente vero!

simona Aiuti

 

 Provincia segreta e tacchi a spillo di Simona Aiuti

La vita della Provincia italiana può essere molto più affascinante di quanto si possa immaginare, specie se si mettono alla berlina tutti i vizi privati o le pubbliche virtù della Provincia già esplorata da molti autori, registi e musicisti.

Simona Aiuti, da tempo collaboratrice di alcuni siti web, ha partecipato a molti concorsi letterari a Salerno e provincia, vincendo una medaglia d’oro al Silarus di Salerno nel 2009, decidendo di esplorare uno spaccato di questa affascinante provincia italiana. La Aiuti ha scoperchiato buona parte di quel torbido che molti si affannano a nascondere in una cittadina di questa nostra terra, mettendo anche in risalto la “provincia sana” al femminile.

Proprio in una cittadina dell’Italia centro meridionale come tante identificabile, attorno agli studi della mitica “Radio Camilla”, chiamata così in onore della regina dei Volsci già citata da Virgilio, si svolgono le vicende umane di segretarie tatuate, improbabili dj, vigili del fuoco sexy, P.R. spregiudicate, trans brasiliani in completi leopardati che hanno lasciato il basket per locali trans, professoresse di scuole medie in declino che si dilettano con “libri di magia” e “lettura di tarocchi”, parenti serpenti che si azzuffano, sciampiste innamorate, segretarie tatuate occupate nella lettura dei tarocchi in orario d’ufficio, e insegnanti di religione che saltano nel letto del parroco nella Ciociaria di oggi.

Tra sesso, scarpe sexy, droghe e alcol, politici e giornalisti un po’ disonesti, si possono anche incontrare oneste donne delle pulizie alle prese con amori con l’A maiuscola e ragazze in “tacchi a spillo alla Almodovar” che si aiutano nelle difficoltà. Alcune giovani donne, correndo impavide su vertiginosi tacchi, tra agenti di commercio innamorati, commercialisti dai controversi gusti sessuali, forse gay o impotenti, retate della polizia nei Club per scambisti, ragazzine dai capelli fuxia, e infiniti aperitivi e happy hour, combattono come amazzoni moderne, cercando di sfoderare un po’ di quel coraggio che la Camilla aveva in battaglia, lei giovane regina dei Volsci che nel 300 a.C. combatté contro i troiani.

Pinuccia, Mimma, Luisella, Ginevra e qualche altra, riescono a tenere la rotta nonostante tutto, facendo mangiare la polvere alle sfigate che finiscono nelle grinfie di “sette sataniche” casarecce o ubriache in “hotel a Ibiza”, e anche alle vigliacche che non avendo avuto il coraggio d’osare si sono arrese ingoiando ansiolitici, dopo aver abbandonato i propri sogni, cercando di depredare anche quelli delle amiche ancora in pista .

Emulare la mitica regina Camilla forse è impossibile, ma tra passioni, tradimenti, libri di magia, lettura dei tarocchi gratis, un coraggio da leonesse, uno stiletto di Prada e una “Alviero Martini”, qualcuna di loro in qualche modo riesce a restare a galla e coerente a se stessa nella a volte non facile vita di provincia.

befana3Ma dove sono finite le carampane? Ma sì..dai da brave provincialotte che si rispettano…si sono rintanate per le Festività in famiglia, non è vero? Madre, padre, fratello e controllo del conto in banca….e un’occhiatina ai compiti degli alunni(che hanno uan vita vera)…E già..da un po’ non sento il loro olezzo sul mio blog, ma come mai…? Hanno colto i messaggi subliminali….?! Chissà Oppure sono andate alle terme a curare l’artrosi? Oppure in gita aziandale? No, forse hanno convinto un marito/fidanzato virtuale a passare le vacanze “vicinivicini”, illudendosi di festeggiare con scambio di doni di circostanza, illudendosi 1befana2ancor di più di dare agli altri un’immagine di “normalità”…ma servirà? Uomini disperati al cellulare, ecco qual è la realtà di fine 1008, uomini in cerca di conforto e Carampane che si danno da fare, magari tenendo una seconda scelta in caldo, non è vero? bef_93La palla di vetro dice che sono giorni d’illusioni questi, momenti in cui tutto è un po’ finto. Le Carampane come un sacco d’altra gente scambieranno doni con gente che detestano e da cui sono detestate. Riceveranno profumi,a_mahoutukaiyo oggetti poco personali, e cercheranno di svolazzare sulla loro scopa da un capo all’altro dell’Italia sperando di essere ospiti gradite, eppure tutti le detestano sorridendo…e non ne possono più di ste Carampane stagionate. Anche nella mia città, che è piccola, uan cittadina di provincia, alcuni durante certe cene sorrievano ad una nota Carampana, ma quando si voltava la chiamvano “la mamma” alludendo alla sua eta! Buona viaggio e non disturbatevi a passare da casa mia!!

Notturno d’argento

 

f-amore_15Damian e Sasha erano sul tappeto in silenzio. Dallo scignon di Sasha, tenuto insieme da tre lunghe punte antiche d’argento, sfuggivano alcuni sottilissimi capelli che seguivano il dondolio lieve del ventilatore.

Damian beveva la sua birra, chiudeva gli occhi e sognava la sua barca a vela, poi si voltò verso Sasha, la baciò e la strinse! L’attenzione dei due fu attratta da un rumore di passi. Dalla porta entrò Lilian, con un abito dozzinale, capelli corti informi e quegli occhi di un celeste freddo e crudele, segno di malvagità. Damian si ritrasse, ma Sasha rimase immobile e Lilian si avvicinò come un serpente. Sasha sferrò a Lilian un calcio così forte da farla cadere sbattendo lfata2a testa sul pavimento, poi scattò in piedi, portò le braccia dietro la nuca, poi di nuovo in avanti e la malcapitata non ebbe il tempo di capire, poiché aveva già piantata nella giugulare una delle punte d’argento di Sasha, imbrattata dal fiotto di sangue che sgorgava copioso. Damian non ebbe tempo di battere le palpebre, che Sasha aveva inchiodato la seconda punta nel parquet, attraversando il palmo della mano di Lilian, poi prese la crostata alle more che prima stavano mangiando, la rovesciò sul cadavere mescolandola al sangue. Sasha riprese le punte, le pulì, afferrò le corde della tenda, le tranciò e arrotolò il tappeto sulla meretrice! Damian guardava la ragazza, fissando la punta che aveva ancora tra i capelli chiedendosi che n’avrebbe fatto! “He..Damian quando esci in barca ricordati di dare da mangiare ai pesci!”